...perchè del resto alla fine di un viaggio c'è sempre un viaggio da ricominciare...





mercoledì 10 ottobre 2012

Bah...sta

E' incredibile quanto sia scostante con questo blog. Allo stesso tempo, è incredibile quanto io sia costante: sono due anni che mi ricordo la password del sito e che ogni tanto mi viene in mente di aggiornare.
Che novità ci sono? Beh, sono a dieta ma oggi mi sono abbuffata come se non ci fosse un domani e dovrei scrivere la tesi. Va da sè che non ne ho voglia, se no mica sarei qui!
Non so cosa dire, per certi versi vorrei avere un argomento, un filo logico che conduca questo blog, non il caso. O meglio, forse il filo logico è la noia, o meglio il sopisco-i-sensi-di-colpa-occupando-il-tempo-qui-sopra.
Sto diventando stronza nella mia vita, sto capendo quali sono le priorità. Sto capendo che alla mia veneranda età non posso star dietro ad atteggiamenti incredibilmente immaturi dei miei compagni. Alla mia età c'è gente che si sposa e fa figli, io sto sempre qui a casa di mammà. Tuttavia, se decidessi di darmi una mossa con l'ultimo ostacolo universitario, il 2013 finalmente potrebbe rivelarsi un anno diverso. Non è detto più bello, anzi, ma probabilmente diverso. Mi toglierò quello status di studentessa che mi accompagna da quando ho 6 anni. Sono eccitata, ma paradossalmente non so immaginare la mia vita in altro modo. Insomma, c'ho un età, e da quando ho iniziato a leggere e scrivere, dopo i felici anni dell'incoscienza all'asilo, ho passato quella fase in cui l'estate non è pienamente estate perchè ci sono i compiti/esami, la domenica non è esattamente domenica perchè il giorno dopo hai l'interrogazione/esame. Insomma, due palle così. Ora non dico che la vita lavorativa (ammesso che riesca ad averne una!) sarà il più grande spettacolo dopo il big bang [cit.], però almeno che il giorno di festa sia il giorno di festa. Che mi alzi alle 10, mi fiondi sul divano a guardare programmi opinabili, mi legga giusto quelle 200 pagine di libro di piacere e I'm the best and fuck the rest, che tanto non ho altri pensieri, il lavoro si lascia in ufficio. Spero.
Perché ciò avvenga dovrei, ad esempio, scrivere la tesi al posto del blog. Impegnarmi, fare ricerche, andare in biblioteca, fare tutto ciò che gli studenti tendenzialmente fanno.
Avrei potuto iniziare prima questo blog, scrivere le mie avventure da studentessa, perché a saperle scrivere probabilmente se ne trovano.
Comunque, dicevo che sto diventando stronza. Una volta ho visto in libreria un libro (maddai?) che dal titolo lasciava presagire la sua immensa utilità per una donna, ovvero "Come diventare bella, ricca e stronza". Ovviamente l'ho lasciato sullo scaffale e per il momento potrei definirmi solamente mezza stronza, il che non è bene, penso sia meglio essere almeno bella e ricca prima. Un cesso con le gambe che non arriva alla fine del mese e che si permette pure di fare la stronza non è proprio il massimo della vita. Vabbé.
Sto diventando stronza con le amicizie, nel senso che mi sto concentrando su persone che credevo 0 e invece sono 100 a discapito di altre che credevo 100 ed invece sono 0. Può darsi che io stia cambiando mentre gli altri siano sempre uguali o viceversa. Anzi, il viceversa è proprio il più probabile. Il fatto è che non mi piace come stanno cambiando. Io se esco in compagnia il sabato sera voglio essere rilassata, libera di dire cazzate senza che mi si ritorca nulla contro, libera di uscire con una compagnia di persone sane, che mangiano quello che vogliono, che raccontino quello che vogliono, perchè è sabato sera ed è una settimana che sputiamo sangue sui libri/al lavoro, quindi non stiamocelo a menare. Invece mi ritrovo in situazioni in cui sembra di essere ad una tavolata di dodicenni e mi stufo, e paradossalmente l'"anello debole" della compagnia diventa il miglior interlocutore della serata, in confronto a tutti gli altri. E allora basta. Basta ai "ma come, non vieni? No ti prego vieni dai" perchè ti piace che ti supplico. Sei ad un quarto di secolo, sufficientemente grande per capire se vuoi uscire o no. Basta ai baci che schioccano a tavola, statevi a sbaciucchiare a casa.
Pensare che mi piaceva, stavamo bene.